Tutto crolla, Tranne noi

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Di recente sono stata in Ligura dopo la grande ondata di mal tempo che ha provocato forti disagi e danni a tutta la regione, già messa a dura prova dopo il crollo del ponte Morandi a Genova lo scorso agosto.

Sono uscita con la macchina fotografica al collo con l’idea di andare a documentare il disastro che il mare aveva provocato. Mai mi sarei aspettata di incontrare persone con le maniche rimboccate, le fronti sudate e con un bel sorriso stampato sul volto.

Persone pronte a sistemare e a prendersi cura della loro terra, di quella che è casa loro. Persone pronte a riportare l’ordine e la speranza in quel quotidiano turbato, devastato e profondamente cambiato dal mare. Persone non ostacolate, non fermate dalla desolazione di alcuni scenari quasi apocalittici. Persone in cui non regna quello sconforto che tutti potremmo dire normale in situazioni del genere, che spesso assale anche noi di fronte ai problemi che la vita ci pone innanzi. Persone che scavano nel fango, che accatastano pezzi di barche, che ripuliscono le strade dai vetri rotti. Allo stesso tempo ho visto anche persone che prendevano il sole, facevano il bagno, leggevano il giornale sulla solita panchina di tutti i giorni, giocavano in quel che rimaneva della spiaggia, tutto come hanno sempre fatto. Ognuno a suo modo si riappropriava del quotidiano, che ora ha smesso di essere scontato, che ci si accorge essere tutto donato.

Mi ha colpito aver avuto di fronte agli occhi tutto questo proprio nel giorno del ricordo dei santi. Vedere queste persone e la loro irruducibile forza a ricominciare, mi ha ricordato che alla fine, questi santi, non erano che uomini come tutto noi. Come loro.

Testo e fotografie di: Caterina Fiordi

I was recently in Ligura after the great wave of bad weather that caused great hardship and damage to the entire region, already put to the test after the collapse of the bridge Morandi in Genoa last August.

I went out with my camera around my neck with the idea of going to document the disaster that the sea had caused. I never expected to meet people with rolled up sleeves, sweaty foreheads and a nice smile on their faces.

 

People ready to settle down and take care of their land, their home. People ready to bring order and hope back into that troubled daily life, devastated and profoundly changed by the sea. People not hindered, not stopped by the desolation of some almost apocalyptic scenarios. People who do not feel the discouragement that we could all say is normal in such situations, which often assails us too in the face of the problems that life poses to us. People who dig in the mud, who pile pieces of boats, who clean the streets of broken glass. At the same time I saw people sunbathing, bathing, reading the newspaper on the usual daily bench, playing on what was left of the beach, all as they always did. Each in his own way regained possession of their daily life, which has now ceased to be taken for granted, so much so that one realises that everything has been donated.

 

I was struck to have all this in front of my eyes on the day of remembrance of the Saints. Seeing these people and their unshakable strength to start again, reminded me that in the end, those Saints, were only men like all of us. Like them.

Article and pictures by: Caterina Fiordi